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 Questo blog vuole essere uno strumento interattivo in grado di presentare sia i servizi della biblioteca sia di essere un luogo per ricevere suggerimenti, consigli e anche richieste online di reference per ricerche o aiuti per ricerche scolastiche fino all’università.

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EVENTI A BUSCATE

volantino-ciclo-conferenze-edufrogCICLO DI CONFERENZE PEDAGOGICHE “IL MONDO INTORNO” – A CURA DI FRANCESCA ROMANA GRASSO

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO “HAPPY 4 U” DI NICOLETTA PURICELLI – MERCOLEDI’ 14 DICEMBRE – ORE 21

SUGGERIMENTI DI LETTURA

RIVISTA TUSITALA

  • Accoglienza: Tutte le informazioni basilari per l’accoglienza in biblioteca: orari, statistiche e servizi.
  • Vetrina: Tutte le iniziative in corso e non proposte dalla biblioteca (corsi, eventi teatrali, musicali, artistici).
  • Scaffali Adulti: Gli ultimi acquisti fatti dalla biblioteca con i relativi consigli e bibliografie su temi;
  • Scaffale Ragazzi: Copia, ma calibrato per i ragazzi, della categoria precedente.
  • Area Internet: I servizi che offre la biblioteca per navigare in rete.
  • Area Studio: Area dedicata agli studenti: possono domandarci aiuti per ricerche per la scuola.
  • Fondo Nato Frascà: Nel 2011 la biblioteca di Buscate ha acquisito il Fondo Natò Frascà: 350 libri appartenuti al maestro Frascà. Tutte le iniziative legate a questo fondo, realizzato in collaborazione con la società Propilei, sono in questa sezione.
  • Rivista Tusitala: Tutti i numeri del Bimestrale della biblioteca di Buscate.
  • Biblioquote: un piccolo omaggio: frasi tratte da alcuni libri che, magari, potrebbero invogliarvi a leggerlo.
  • Agorà: Un area riservata a VOI, a chiunque voglia suggerire la lettura di un libro o la visione di un film o l’ascolto di un cd musicale.
  • Calendario: Un Calendario scaricabile mese per mese in compagnia di alcuni autori tra i più importanti e celebri, scelti a seconda del loro mese di nascita.
  • Desiderata: Se avete desideri per acquisti di libri, dvd, cd oppure informazioni su corsi e altro non esitate a scriverci.

CLUB DEL LIBRO – PROSSIMO INCONTRO – MARTEDI’ 20 DICEMBRE

Il Club del Libro è tornato a riunirsi martedì 29 Novembre, discutendo del libro scelto ovvero La ragazza delle camelie: vita e leggenda di Marie Duplessis di Julie Kavanagh.

Proseguendo nel percorso scelto (per informazioni, vedi qui), il prossimo libro è La foto di Orta di Laura Pariani.

fotodiorta_parianiUn biglietto, una foglia, una caricatura. La ricostruzione di un momento fugace, ricorrente in modo parossistico in tutto il (breve) periodo dell’esistenza che gli rimane, passa attraverso queste minime, significative testimonianze, che per Friedrich Nietzsche assumono valenza preziosa.

Unico spiraglio al traguardo, mai raggiunto, di un amore possibile, quello per la giovane Lou von Salomé, che lo accompagna nella visita al piccolo lago piemontese. Ed è proprio questo lago, raccolto in un’atmosfera remota e immerso in uno spazio separato, a porsi come sfondo per la “folgorazione” affettiva di un Nietzsche adulto, ma ancora denso di aspettative affettive (sempre frustrate dall’intrigante sorella). La sintonia con il luogo — «sapore di lagrime che sta nascosto in ogni posto d’acqua, l’odore di oblio…» — e le speranze per un amore che presto gli si nega, tramutano la percezione di Nietzsche per il «possibile Eden» italiano, nel suo completo fallimento — «la vita nova, sfumata».

Lo spartiacque di questa mutazione angosciante di prospettiva è collocato nella “foto” di Orta mai ritrovata, in cui Laura Pariani (che condivide con il protagonista l’attrazione malinconica per il luogo dello svolgimento dei fatti) vede incarnarsi il «maggio radioso», «momento fatale» coincidente con la consegna al filosofo del biglietto con l’invito di Lou per la salita al Monte Sacro, «finalmente soli».

In un dialogo virtuale tra se stessa e il “professore”, l’autrice configura il (suo) personaggio e, in qualche modo si sdoppia: da un lato con la volontà di assegnare alla scrittura il valore di testimonianza fedele «prigioniera di un altro tempo… incapace di modificare quello che succederà», dall’altro attribuendosi quella dose di creatività che esplica di un autore la sua natura, perché in fondo «immaginare è solo un modo di essere nelle cose: pensandole vere per il tempo che è necessario a comprenderle».

Temporalmente le epoche della narrazione si pongono su piani diversi: quella storica in cui l’evento si verificò, nel maggio 1882; quella contemporanea in cui l’autrice “conversa” con il protagonista; quelle successive all’incontro, in cui Nietzsche, prima nella solitudine torinese, poi in quella in cui la malattia mentale esplode, non sarà privato della rivisitazione mnemonica e ossessiva di quell’isolato episodio ortese, grazie al quale, forse, avrebbero potuto ricomporsi alcuni aspetti, atavici e patologici, della relazionalità con l’altro sesso.

Il ricordo di una foto a fissare un momento della primaverile uscita lacustre è momento di partenza per la ricostruzione, non soltanto del passaggio (storico) del filosofo tedesco in questa cittadina — «hortus conclusus» —, ma anche per far riaffiorare abitudini, testimonianze artistiche, profumi, immagini… che a quel luogo appartennero e che a quell’evento fecero da cornice non secondaria «il solo paesaggio che si potesse concepire per ospitare l’incontro». La salita al Monte Sacro, preceduta da una breve sosta nella piccola osteria, traspira di quiete e di silenzio. Gli oggetti abbandonati sui tavoli rievocano altri luoghi e l’epoca lontana della fanciullezza, per ricomporre «una cappa protettiva contro il tempo che macina corpi anime incontri».

Fonte: www.italialibri.net

Il Club del Libro tornerà ad incontrarsi martedì 20 Dicembre presso la biblioteca comunale alle ore 21.30.

Chi fosse interessato può in ogni momento contattare la biblioteca comunale.

IL PRINCIPE AZZURRO E’ MORTO

–  da Tusitala n. 30 –

Il principe azzurro è morto.

Non ci sono funerali

restan solo gli impostori

che il cavallo san guidare

con il cuore raggelato

non ti porgono un bel fiore

ma una rosa con le spine

nata sotto un forte vento

portatrice di tempesta

non d’amore baluardo

ma di oscuri sentimenti.

Silvia Quaglia

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AUSTRALIA

– da Tusitala n. 30 –

IMPRESSIONI DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO: UN PIZZICO D’AUSTRALIA

australiaVentiquattro ore di volo per raggiungere Melbourne, nove ore di fuso orario, una compagna di posto tedesca e un’infinità di tempo accompagnati dall’incessante luce solare.

Com’è l’Australia? – chiedono tutti – Non lo so com’è l’Australia: in venti giorni sono entrata in contatto solo con lo Stato del Victoria, la parte più a sud-est dell’intera isola. Due terzi del nostro Bel Paese… Popolato da un decimo degli abitanti: infinita natura, sterminati spazi verdi, poche persone compensate da una ricchissima fauna, una sola grande città: Melbourne.

Proverò allora a descrivere ciò che per me è stata Melbourne, le sensazioni e le impressioni che questa metropoli ha saputo lasciarmi e che a distanza di tempo sono ancora vive nella mia memoria.

La città di Melbourne è musica: è una moltitudine di persone indaffarate che attraversa le strisce pedonali al suono del dispositivo acustico per non vedenti, è i giovani skater dai vestiti larghi che scivolano sui marciapiedi e saltano muretti al ritmo del crrrrrrrrr… trac, è gli artisti di strada che rullano tamburi, che intonano un rock melodico agitando il capo incoronato dai lunghi capelli, è il continuo e lento scorrere di tram che partono-suonano il clacson-si arrestano-aprono le porte-ripartono, in un incessante ciclico ripetersi di suoni, sempre uguali, che finiscono per diventare familiari. Melbourne è il City Circle Tram, l’antico tram 35 che percorre senza sosta le vie centrali della città, passando per la futuristica Flinders Square e narrando la storia delle principali attrazioni.

Melbourne è luce: è le miliardi di insegne una accanto all’altra che si stendono nel reticolo ordinato delle grandi vie del centro, è i colossali grattaceli illuminati dalle immense vetrate scintillanti che si specchiano lungo il corso del fiume Yarra, attraversato da affascinanti ponti luminescenti e abbracciato da locali che sfoggiano alberi decorati da tante piccole lucine e torri sputa-fuoco. Melbourne è l’Eureka Tower: il centro di osservazione più altro dell’emisfero Australe, una torre di 297 metri da cui ammirare l’intera città all’imbrunire, quando il cielo si spegne e i palazzi prendono vita.

Melbourne è arte: è gli stretti vicoli nel retroscena della città, con alti palazzi semi-abbandonati, schiacciati uno accanto all’altro, totalmente ricoperti di coloratissimi murales, in cui l’atmosfera si fa diversa da quella respirata nell’ordinato Central Business District, in cui l’idolatrato e smisurato amore per il Footy viene deriso, così come ritorna a galla la triste storia degli aborigeni. Ma l’arte urbana fa da cornice non solo in aree abbandonate, bensì anche in alcuni particolari quartieri, dove eleganti locali alternativi sembrano scavati all’interno di vecchi palazzi tappezzati da graffiti, suscitando un impatto visivo unico. Melbourne è il Rose Street Artists’ Market, un’esibizione di articoli home made popolata da giovani designer caratterizzati da uno spiccato anticonvenzionale talento creativo, ma anche – e soprattutto – RMIT, l’importante Università dalle molteplici avveniristiche sedi dislocate per la città, famosa per le facoltà di architettura, moda, design e ingegneria.

Melbourne è profumo multiculturale: è l’odore intenso di cucina speziata che proviene dai tantissimi take away e ristoranti etnici che dominano il centro e che si diffonde nell’aria delle vie della città, è la moltitudine di visi asiatici che animano la vita delle strade, aprendo le porte dei propri locali, offrendo servizi di cura della bellezza, recandosi a scuola, alla State Library of Victoria o in ufficio, chiacchierando per le strade mentre sorseggiano un Black Coffe o degustano un Onigiri. Melbourne è China Town, che con le sue imponenti porte decorate e le sue lanterne rosse accompagna la passeggiata lungo la via per l’Oriente: un’esperienza unica per la sua peculiarità.

Infine Melbourne è il Queen Victoria Market, il più grande mercato al coperto dell’emisfero meridionale, emblema di questo magico Paese dai mille climi e paesaggi, in cui puoi trovare di tutto – dal cibo alle pelli di canguro ai souvenir – spesso (soprattutto per quanto riguarda il cibo) prodotto in Australia.

Ah, certo, dimenticavo: se hai intenzione di intraprende un viaggio in Victoria… Non dimenticare impermeabile e abbigliamento pesante: con il suo tempo mutevole nuvole, vento e pioggia non mancheranno certo di farti compagnia!

Silvia Quaglia

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FESTE E GUASTAFESTE

– da Tusitala n. 30 –

Tim Burton, The nightmare before Christmas

nightmarebeforexmasDolcetto o scherzetto?! Siamo nel Paese di Halloween, un mondo i cui bizzarri abitanti sono costantemente impegnati nei preparativi per l’atteso 31 ottobre. Jack Skeletron, il Re delle Zucche, stanco e annoiato della solita tetra e funesta celebrazione, passeggia per la foresta in compagnia del suo cane-fantasma, quando la sua attenzione viene catturata da un gruppo di insoliti alberi: ogni tronco rappresenta la porta per un altro fantastico mondo delle feste. Jack decide di varcare la porta della città del Natale e viene così catapultato in un paese innevato, pieno di luci colorate, ghirlande e addobbi natalizi. Colpito dalla novità, decide di rapire Babbo Natale per sostituirsi a lui e portare un po’ di quella magia anche nel Paese delle Zucche… Ma il suo tentativo finirà per trasformarsi in un incubo, dal quale – fortunatamente – l’amica Sally lo sveglierà. Un film ideato dal genio di Tim Burton e realizzato in stop-motion: davvero da non perdere!

Ron Howard, Il Grinch

grinchSpostiamoci ora nel paese di Chinonsò, dove tutti gli abitanti – dei folletti chiamati Nonsochì – si stanno preparando per l’arrivo del Natale: comprano doni, dolcetti e decorazioni, trasportati dalla frenesia e dall’entusiasmo per gli acquisti. Solo una bambina, Cindy Lou, è impegnata in profonde riflessioni: “Sarà davvero lo scambio dei regali la vera essenza del Natale?”. La bambina, dotata di una grande bontà e di un forte spirito d’altruismo, cerca di convincere il Sindaco Augustus May a invitare il Grinch – un orribile mostro verde che vive isolato nella discarica del Monte Briciolaio – alla festa della Vigilia di Natale. La strana creatura non perde occasione per fare scherzi e dispetti ai concittadini, giunge perfino a travestirsi da Babbo Natale per derubarli, ma l’affetto incondizionato e sincero di Cindy farà cambiare qualcosa in lui e nel cuore di tutti i Nonsochì. Un film, tratto dal racconto in versi How the Grinch stole Christmas di Theodor Seuss Geisel (Dr. Seuss), che critica la perdita del significato originario del Natale attraverso la folle commercializzazione della festività.

Gianni Rodari, La Freccia Azzurra

freccia_azzurraItalia, è la vigilia dell’Epifania e tutti i bambini attendono impazientemente di ricevere i doni della Befana. Francesco, un bambino povero, ogni giorno rimane incantato ammirando la Freccia Azzurra, un bellissimo trenino elettrico esposto nella vetrina del negozio della Befana. Quando prova ad avanzare la richiesta, la burbera vecchina lo allontana malamente, poiché intende consegnare i regali solo ai bambini in grado di ripagarli. I giocattoli, avendo assistito alla scena, organizzano una fuga per donarsi al piccolo Francesco, ma, dopo aver affrontato varie peripezie senza essere riusciti a rintracciare il bambino, decidono di fermarsi dagli altri fanciulli meno fortunati che incontrano per la strada e che altrimenti non avrebbero ricevuto nessun regalo. Solo Spicciola, il cane di pezza, aspetterà fedelmente l’incontro con Francesco. Sarà così che il bambino capirà il valore dell’amicizia… Un libro che sa parlare con leggerezza di problematiche profonde, un capolavoro senza età ancora una volta in aperta critica al consumismo. Molto apprezzata anche la versione cinematografica in cui la componente avara della Befana – poi riscattata nel finale da Rodari – viene affidata a un malefico aiutante che ordisce un complotto alle spalle della povera vecchina,  in modo da sostituirsi a lei nella notte dell’Epifania.

Silvia Quaglia

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